Brand Culturale d’Italia · the guide

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Una risposta

vetro d'arte

Venini

Murano, Venezia · Veneto

Il 2 ottobre 1921 l’avvocato milanese Paolo Venini e l’antiquario veneziano Giacomo Cappellin fondano a Murano una casa nata per trasformare il mestiere del vetraio in arte innovativa. La direzione artistica di Vittorio Zecchin impone forme pulite e colori tenui: la nascita di Venini è, fin dal primo gesto, un atto di avanguardia. Nel 1932 arriva Carlo Scarpa, che modernizza il vetro muranese con i sommersi, i corrosi, il battuto. Intorno alla casa cresce una costellazione di autori: Buzzi, Gio Ponti, Bianconi con il celebre Fazzoletto, poi Wirkkala, Tobia Scarpa, Mendini, i Campana.

Le opere entrano nei maggiori musei del mondo, dal MoMA al Metropolitan al Victoria and Albert. Nel 2016 la famiglia Damiani acquisisce la maggioranza, la fornace di Murano resta accesa, e nel 2021 la casa celebra il proprio centenario.

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«Un soggetto che ha fatto della committenza autoriale la propria forma, e che tiene viva la fornace come un fuoco mai spento.»
la valutazione completa secondo i dodici criteri del disciplinare è pubblicata nel volume della guida

tessile, seta

Antico Setificio Fiorentino

Firenze · Toscana

Verso la metà del Settecento alcune famiglie nobili fiorentine mettono in comune telai, cartoni e disegni custoditi nei rispettivi palazzi, dando vita a un unico laboratorio. Nel 1786 la bottega si stabilisce in Via Bartolini, a San Frediano. Il cuore resta immutato: sei telai a mano del Settecento e sei semi meccanici dell’Ottocento lavorano accanto a un orditoio realizzato su disegno di Leonardo da Vinci, tuttora attivo. Qui nascono damaschi, broccati e sete preziose destinati a residenze e palazzi in tutto il mondo, dal Cremlino alla Casa Reale di Svezia.

La proprietà passa per una catena di custodi: negli anni Cinquanta il marchese Emilio Pucci rileva la maggioranza, nel 2010 la maison Stefano Ricci acquisisce il setificio, ne restaura i telai e ne assicura il futuro. Una macchina rinascimentale che tesse sete rinascimentali nella Firenze del Rinascimento: la durata prende la forma di un anello quasi perfetto.

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«Un soggetto in cui la continuità si misura sulla persistenza degli strumenti e sulla cura di patroni che si sono succeduti nel tempo.»
la valutazione completa secondo i dodici criteri del disciplinare è pubblicata nel volume della guida

design e arredo in legno

Bottega Ghianda

Bovisio Masciago, Brianza · Lombardia

La storia comincia nel 1889, quando Iginio Ghianda apre una piccola bottega in Brianza. Pierluigi Ghianda, nato dentro questa famiglia di falegnami, ne prende la guida nel 1945 e diventa il maestro che Gae Aulenti definirà il più grande ebanista del nostro tempo, il poeta del legno. Per oltre settant’anni costruisce oggetti di precisione assoluta, con incastri senza chiodi e senza colla, e fa della bottega un simposio: un luogo di dialogo con Gio Ponti, i Castiglioni, Zanuso, Aulenti, Sottsass, Vignelli. Tra le opere, il tavolo Kyoto di Frattini, tenuto insieme da millesettecentocinque incastri a quarantacinque gradi.

Alla morte del maestro, nel 2015, Romeo Sozzi acquisisce la Bottega con i tre figli, nel più profondo rispetto della tradizione. Gli artigiani storici continuano il lavoro, la direzione artistica passa a Michele De Lucchi, e mostre alla Triennale, alla Villa Reale di Monza e all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo confermano la statura culturale del nome.

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«Un soggetto minimo per dimensione e altissimo per densità, dove l’identità coincide con un paio di mani e con un’idea di lavoro condiviso.»
la valutazione completa secondo i dodici criteri del disciplinare è pubblicata nel volume della guida

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«Nome Brand Selezionato»

Luogo - Regione

Titolo categoria:

Possibile categoria secondaria:

Motivazione:

« Testo discorsivo: qui si distende il ragionamento che lega i punti precedenti, motiva la scelta della categoria e ne illumina il senso.»

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